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16 giugno 2015

INDOVINA CHI TI FA DA GUIDA OGGI?? #Guidemeright



Qualche mese fa, in occasione della fiera TTG di Rimini ho avuto il piacere di prendere parte a TTG Next e di conoscere le nuove realtà "social" legate al turismo e al mondo della tecnologia. Ci sono davvero tante piccole start-up che si stanno facendo spazio non solo sul web ma anche all'interno del mondo dell'accoglienza turistica. Il comune denominatore è sicuramente quello di essere realtà innovative, giovani e competitive.
Fra le varie novità che fanno capolino nel social travelling, in particolare vi vorrei parlare della realtà GUIDE ME RIGHT, una start-up nata in Sardegna dalla mente di giovani ragazzi con la passione per la tecnologia e per le nuove frontiere della sharing economy, con un'attenzione particolare al territorio e alla sua valorizzazione.
L'obiettivo di questa start-up: mettere in contatto l'offerta turistica e il turista che cerca un'attività da fare sul territorio, attraverso il web e le tecnologie 2.0,  in una sorta di rapporto mediatico ma che sia comunque informale, divertente e soprattutto accessibile. 

Credits: www.guidemeright.com
I local friend, che sono le guide accreditate da Guide Me Right, non sono la classiche guide turistiche, ma possono essere semplici appassionati e curiosi che desiderano condividere alcune attività e mostrare alcuni luoghi della loro città. Con un sistema di feedback presente sul loro sito gli utenti possono scegliere e prenotare il tour che preferiscono in base ai precedenti voti o alla descrizione dello stile di vita del local friend. Ogni guest è il benvenuto, non ci sono limiti di età né di nazionalità in quanto i local friend parlano diverse lingue. Per ora Guide Me Right è attivo in Sardegna, Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Veneto, Lazio, Marche, Puglia e Sicilia. 
Dal pic-nic al parco, alla serata alternativa nei locali rock, all'uscita a teatro oppure passando per il tour fotografico o l'aperitivo sulla spiaggia... ogni local friend vi sorprenderà con originalità e competenza.





Ho fatto alcune domande a Luca Sini, CEO e Co-founder di Guide Me Right per capire meglio come si struttura questa giovane e italianissima start-up.


- Siete una start-up con base in Sardegna che propone esperienze, intrattenimento e visite turistiche su tutto il territorio italiano. Come è nata l’idea di Guide Me Right? 
Mi sono laureato in Economia a Sassari, passando qualche anno all’estero grazie ai vari programmi Erasmus. Il mio interesse per l’evoluzione del settore turistico è stato dettato da due fattori. Prima di tutto sono Sardo, quindi sono cresciuto in una regione in cui il Turismo dovrebbe rappresentare la risorsa principale. Purtroppo però non sempre e così. Inoltre, sono sempre stato un appassionato del Web, e soprattutto di come un’industria come quella turistica sia stata stravolta dalle nuove tecnologie. Durante il mio percorso di studi, prima in Italia e poi all’estero, ho avuto modo di approfondire il tema della disintermediazione delle prenotazioni turistico alberghiere e dell’efficienza e dell’efficacia degli Online Tourism Social Media che offrono sistemi di rating per aiutare il processo decisionale dei viaggiatori. 
Questa base, insieme alle esperienze di vita mie e degli altri soci fondatori del progetto, Pietro Pirino e Andrea Zanda, ci hanno portato a parlare di “standardizzazione 2.0” dell’esperienza di viaggio: chi viaggia oggi accede alle stesse informazioni online, scegliendo tra quelle poche attrazioni ed attività con la miglior "online reputation".
Da qui nasce l’idea di GuideMeRight (www.guidemeright.com): una community online dedicata al Social Travelling che mette in contatto viaggiatori curiosi (Guest – www.guidemeright.com/iamguest) con persone locali (Local Friend –www.guidemeright.com/iamlocal) disposte a condividere il loro tempo libero e le loro conoscenze locali come farebbero con un amico che viene a visitarli.

- I turisti al giorno d’oggi cercano modi nuovi per esplorare le città, che si distaccano dalle classiche guide turistiche. Cosa offre Guide Me Right di innovativo e in che modo si propone agli utenti?
Guide Me Right vuole applicare al turismo i principi della Sharing Economy. Il nostro obiettivo è di creare una Community di viaggiatori e persone locali entusiasti che condividono e applicano i valori del progetto. Vogliamo riuscire a far incontrare persone con interessi e passioni in comune in maniera tale che lo svolgimento di una attività si possa trasformare veramente in un’esperienza autentica. 
Grazie ai Local Friend di Guide Me Right è oggi possibile accedere ad ambienti, attività o località altrimenti inaccessibili. Ed è possibile farlo grazie ad un’esperienza prima di tutto sociale, veramente possibile quando i membri della nostra Community applicano i consigli del nostro Vademecum

- Siete online con un sito molto colorato e cheerful e con una app scaricabile sia per Apple che per Android. La tecnologia ha un ruolo fondamentale nel vostro lavoro. Quanto questo ha avuto un peso all’interno del vostro progetto? Essere digitali ha aiutato a realizzare il vostro sogno?
Viviamo la tecnologia come uno strumento per rendere possibile e facilitare delle esperienze offline. Il nostro sito è in continuo aggiornamento: lo ottimizziamo giorno dopo giorno in base ai feedback degli utenti. Inoltre, abbiamo appena rilasciato una nuova versione della App per Android, a breve arriverà anche la nuova versione per iOS. 

- Un’esperienza con Guide me right è finalizzata anche per entrare a far parte di una community di persone con interessi comuni e la stessa voglia di viaggiare. Il ruolo Guest e Local friend è intercambiabile, si può essere entrambe le cose. Come entrano in contatto i “guest” con i “local friend”? Come si può diventare Local friend?
Certo! Chi è Local Friend è anche Guest, e viceversa. Le persone che partecipano al progetto sono entusiasti, sono curiosi, sono esploratori. Noi li facciamo incontrare perchè vivano un’esperienza autentica. Permettiamo a chiunque di diventare Local Friend: chi vuole guadagnare condividendo il proprio stile di vita e le proprie conoscenze locali può compilare il form online e dimostrare di aver capito e di applicare lo spirito del portale. Noi verifichiamo l’identità di tutti i Local Friend e li pubblichiamo quando hanno completato il loro profilo e la loro offerta locale, saranno poi gli altri membri della Community a validare i Local Friend grazie alle loro recensioni! 

- La curiosità che spinge gli utenti a provare è la stessa con cui si esplora una città nuova, sconosciuta:si parte dalle abitudini, dalle persone e persino dal cibo, tutti elementi che  descrivono bene un luogo. Proprio a questo proposito avete lanciato una collaborazione con Instragramers Italia, a tema food. Di cosa si tratta?
La Community di Instagramers Italia condivide lo spirito di Guide Me Right. Abbiamo quindi lanciato unn contest insieme: #Telodicoiodove, dove i locals potevano “foto-suggerire" i posti dove avrebbero portato a mangiare un amico che andava a visitarli. Adesso, per il fine settimana del 26-28 Giugno collaboreremo anche in occasione degli Igers Award. Tutti i partecipanti all’evento potranno vivere delle esperienze con i Local Friend, magari indossando gli occhiali di Guide Me Right ;-)

- Quali sono i prossimi eventi o progetti che Guide Me Right ha in agenda? 
Sono tanti, tutti rivolti a un unico obiettivo: far crescere la Community e far vivere sempre più esperienze Guide Me Right! A breve pubblicheremo una serie di eventi locali promossi, sia per i Guest che per i Local Friend, dai membri della Community e aperti a tutti! 


Ne approfitto per ringraziare il team di Guide Me Right, che mi ha dato la possibilità di poter scrivere questa intervista e per dirvi che anche io faccio parte del progetto come Local friend a Milano. Quindi se volete mi trovate sul sito GMR o direttamente qui:

A presto!!!


3 giugno 2015

SOMETHING BLUE...


E succede che a trent'anni, senza avere il minimo preavviso, un bel giorno mentre stai bevendo un caffè con un'amica, questa ti dica: "Mi sposo". Due semplici parole ma così efficaci, potenti, come una folata di vento che spazza via ogni nuvola. Quelle parole suonano come un annuncio implicito, una dichiarazione d'amore, una scelta o meglio la SCELTA. Una scelta responsabile, matura, che implica tanto coraggio e forza d'animo. 
Quest'anno due mie amiche si stanno per sposare, e la mia reazione è stata in entrambi i casi veramente di gioia per loro, di ammirazione, di irrefrenabile curiosità (di andare ai loro matrimoni) e di vederle nei loro abiti da sposa. 
Si può solo essere felici quando due persone si amano e decidono di trascorre la loro vita insieme. 
E si può credere che sia ancora possibile sognare il principe azzurro! :)
Ma il mio stupore è aumentato a dismisura quando una mia amica mi ha scritto che avrebbe voluto che le facessi da damigella per il suo matrimonio. Immaginare il mio disincanto e la mia soddisfazione, soprattutto quando è persona davvero speciale a chiedertelo!!


Credits: Etsy


Il matrimonio del migliore amico - Julia Roberts

Cosa vuol dire essere una damigella d'onore? In Italia non si usa molto, ma è una tradizione più radicata nei paesi anglosassoni, dove le damigelle posso essere in numero pari, fino a 12. Solitamente sono le amiche più strette della sposa, che la accompagneranno nei preparativi del matrimonio, nell'addio al nubilato e nella preparazione prima della cerimonia. 

La mia amica R. ha deciso di sposarsi a Luglio al mare e che le sue damigelle saranno vestite di blu elettrico. Insomma un blu acceso che ho scoperto essere molto di tendenza quest'anno. E' anche detto blu china o blu royal.  Non sapevo dove cercarlo, e inizialmente la prima idea è stata quella di fare una ricerca online, sui siti più conosciuti di shopping per vedere se c'era qualcosa di quel colore. Il problema è che se anche trovi qualcosa che risponda alle tue esigenze, non è detto che sia della tua taglia. Ed è quello che mi è successo: ho acquistato un primo abito, che mi piaceva molto, che però ho dovuto rimandare indietro perché era troppo grande (ahimè). Il colore era perfetto ma era decisamente abbondante e sarebbe stato difficile farlo sistemare da una sarta.
Così ho cercato alcuni negozi a Milano che vendessero abiti da cerimonia, e sono finita in un turbine di prove di abito, chiffon e strascichi. Un'emozione unica, testimoniata dal mio fedele cellulare, perché purtroppo la mia amica non abita a Milano e non poteva essere con me fisicamente. Ma ha comunque partecipato alla scelta grazie a whatsapp!!!


Le prove dell'abito sono state veloci, divertenti e spettacolari in quanto non avevo mai indossato abiti così eleganti, ma i primi che ho provato erano al di sopra del mio budget. Vorrei condividere con voi queste foto per farvi capire di cosa sto parlando. La prima tappa al Centro Sposi Paradiso a Milano, un angolo bianco e romantico nel cuore di piazza Loreto, dove tra l'altro ho trovato una commessa davvero brava e paziente che mi ha fatto sentire a mio agio, oltre ad aiutarmi a scegliere il vestito! <3




Centro Sposi Paradiso - Milano
Lo stesso giorno avevo preso un altro appuntamento in un negozio di alta moda che si chiama Musani a Milano, nel loro outlet dove si può andare e cercare tra i migliaia di abiti da sera. Se vi piacciono gli abiti a sirena, con strass e perline, questo è il posto che fa per voi, perché hanno abiti veramente belli e da gran sera, eleganti e con prezzi contenuti. Io ne ho scelto uno semplice, rispetto a quelli che c'erano, ma che mi ha subito rapito il cuore. Insomma l'ultimo che ho provato era alla fine quello giusto e che mi è sembrato più adatto per la cerimonia.


Musani Milano

Questa è stata la mia scelta, un abito lungo, senza maniche e scollato ma con una stola per coprire le spalle e un taglio semplice, che non metta in evidenza troppo le forme. In vita ha una fila di perline bianche che danno quel tocco di luce che mi è piaciuto molto. 
Avevo trovato online diversi siti che vendono abiti da cerimonia ma il poterli provare è tutta un'altra cosa, sicuramente meglio per capire se ci piace davvero e se ci sta bene.
Penso anche l'abito della damigella non debba essere un abito troppo volgare o eccentrico, perché comunque in quel momento gli occhi saranno puntati sulla sposa, come è giusto che sia, quindi meglio evitare di mettere qualcosa che richiami troppo l'attenzione. Per finire il look penso che indosserò dei sandali gioiello, e una piccola borsa. Ma ci sto ancora meditando. 
Se avete qualche suggerimento per come completare il look sono tutta orecchie! :) E cosa ne pensate del vestito??
Intanto vorrei dire alla mia amica R. che le voglio un mondo di bene e che sono davvero felice di essere al suo fianco in questo momento speciale!! :)


26 maggio 2015

Quando manca l'ispirazione per scrivere...



So di essere stata latitante, di essermi perduta nell'etere di internet e che la blogo-sfera reclamava la mia presenza su questi schermi ;)...ma in questi ultimi mesi non ho avuto la testa per pensare a questa piccola creatura che è il mio blog e mi sento colpevole di abbandono!
Molti di voi forse si staranno chiedendo cosa ci vuole ad aggiornare un blog, a scrivere anche senza impegno una volta ogni tanto, senza darsi scadenze precise. Non è così semplice e il punto è proprio questo: la pianificazione e l'essere costanti in ciò che si fa. Avere un programma è per lo meno auspicabile e come in ogni cosa si può prenderla alla leggera o con la convinzione di poter fare sul serio, anche se non parliamo di massimi sistemi.
Il blog parte tutto da quello, è una sorta di tacito impegno che prendi con te stessa, un po' come andare dall'estetista una volta ogni due settimane e dare l'impressione di essere una persona curata :)...No beh a parte gli scherzi il blog è sicuramente un punto di partenza, e non basta scrivere ogni tanto a tempo perso.



Questo blog mi ha dato tante soddisfazioni  e io vorrei cercare di superare questo blocco: chiamatela mancanza di ispirazione o di motivazione. Insomma può essere anche dovuto al fatto che io non trovi lavoro e che la maggior parte del tempo che sono online cerchi offerte di lavoro e simili!
Oppure che non mi reputi una blogger nel vero senso della parola, che non sia un'animale social a cui piace apparire e mostrarsi dalle 8 a.m alle 11 p.m. in ogni look possibile e immaginabile, o semplicemente che io non abbia una vita così "faiga" da fotografare ogni cosa che faccia. 
Quello che vorrei fare è scrivere, dare spazio alla scrittura, ciò che mi piace di più.
Ma anche parlarvi di novità, eventi, interviste, cercare un punto di contatto con l'originalità e il saper fare. Come vi avevo accennato in qualche post ho collaborato di recente come giornalista freelance per VAIN Magazines (ve ne parlavo in questo post) ed ora collaboro con un'altra rivista di lifestyle che si chiama Life and People (potete leggere i miei articoli qui e qui ).
Per cui vorrei riprendere questo spazio che avevo trascurato per poter dare un mio punto di vista, anche sui lavori freelance come il mio che in questo periodo vanno tanto per la maggiore, che non ci danno sicurezze ma che ci lasciano perlomeno liberi di esprimerci come vogliamo. Ma come in ogni cosa, c'è il risvolto della medaglia: a volte è difficile ammettere a se stessi qual'è il lavoro che ci piace davvero fare, come se fosse motivo di vergogna avere desideri diversi da ciò che abbiamo scelto o che qualcun altro ha scelto per noi e soprattutto come se scegliere la strada meno battuta e forse anche più faticosa da raggiungere, sia un modo per non accettare la realtà del lavoro, per non prendersi certe responsabilità inevitabili, per lavorare per la gloria ma anche per pagare le bollette a fine mese. Insomma forse non sarà la strada maestra, quella che mi cambierà la vita, ma di certo per me scrivere può essere un buon esercizio e un banco di prova per ciò che mi piacerebbe fare.

"Il Forse è la parola più bella del vocabolario italiano perché apre delle possibilità, non certezze. Perché non cerca la fine ma va verso l'infinito" (Giacomo Leopardi)

E allora perché non sognare? Perché non illudersi che un altro lavoro sia possibile? Ora sto divagando, ma è per farvi capire come in questo periodo abbia avuto modo di capire che il lavoro dei miei sogni purtroppo non esiste, o almeno non è lì a portata di mano, tra gli annunci online che campeggiano sui vari siti internet. 
Il blog si chiama Any open door, proprio per questo mio desiderio di voler lasciare ogni porta aperta alla speranza, alla possibilità di trovare ciò che si sta cercando...Per questo il mio auspicio è quello di continuare a scrivere e di farlo con passione, seguendo i miei desideri e non avendo altro impegno se non quello di fare qualcosa che mi piace. Più libero di così?

Credits: gemicek (Deviant art)

Fatta questa premessa doverosa, per lo meno a questo mio spazio personale che tanto ho amato e che meritava una spiegazione, direi che potrei apparire di nuovo a breve su questi schermi e pensare di farlo con più metodo e dedizione. Voi cosa ne pensate? Grazie e a presto!


7 dicembre 2014

L'APPARENZA INGANNA: LOVE 2.0


Oggi torno da voi con un post molto personale: un momento di debolezza che ha caratterizzato gli ultimi giorni, che mi ha dato modo di pensare ai sentimenti e ai giochi che si instaurano quando si conosce qualcuno. 
Ci sono ormai tanti modi di conoscere le persone, il web stesso è pieno di ipotetici amori e di nuove amicizie. Ma anche se basta poco a farle nascere, a volte solo il tempo di un clic, di accettare una richiesta di amicizia o di mettere like a qualche foto di un profilo che ci incuriosisce, non sempre però la realtà si rispecchia in quello che credevamo di sapere.


Per conoscere una persona non basta incontrarla in tempo reale, dal vivo, vederla anche ripetutamente, solo per il gusto della novità. Per conoscerla davvero quella persona si dovrebbe mettere nella condizione di lasciarsi guardare dentro, di non mettere barriere e di trovare un ponte per arrivare a voi. Solo così potrebbe davvero iniziare una relazione, un'amicizia, un momento di condivisione non dettato solo dalla necessità di incontrare nuove persone, di divorare nuovi incontri 2.0, con la stessa voracità con cui si mangia un hamburger con patatine, per poi sentirsi male ed avere i sensi di colpa. 



Quello che dico è che se si stanno cercando delle conferme o quando una persona è talmente egocentrica da non avere il coraggio per provarci davvero, non si può usare il web per ricorrere a un'alternativa facile per mettersi in gioco con gli altri. Quando poi in realtà non sei pronto a giocare e a mettere sulla bilancia i tuoi sentimenti. Quale bisogno ti spinge a cercare una persona? Dovresti sapere che non sempre coincide con quello dell'altro. Potrebbe non scattare la miccia che serve per andare avanti oppure potrebbe nascere un'amicizia, ma in ogni caso non sarà mai come te lo sei immaginato. Perché per immaginarsi qualcosa c'è ancora bisogno di un profumo, di un sapore, di sentire con mano l'altro, di provare per un momento le stesse emozioni. Gli incontri sul web possono produrre dei piccoli miracoli, persone che non si sarebbero mai potute incontrare altrimenti, ma deve esserci da parte di entrambi la consapevolezza che quella non è una via di mezzo, non è una scusa per sopperire a qualche mancanza o a una non dichiarata solitudine, ma solo uno strumento alternativo per entrare in contatto con gli altri.


E ho scritto qualcosa che vorrei condividere con la rete dove tutto è iniziato:

Non mi manchi
Tre parole che a intermittenza mi tornano in mente.
Non è qualcosa che ho potuto scegliere.
E' una verità scomoda,
un'affermazione che lacera ogni speranza.
La breccia nel mio cuore non potrà scalfirmi,
la fortezza costruita nel tempo non sarà abbattuta,
da ciò che sei, che rappresenti, da tutto ciò che ho conosciuto di te.
Il vuoto è invaso dalle tue parole che risuonano come una canzone,
una melodia a cui stava a noi dare un senso.
Mi hai guardato e hai detto che ero bellissima,
mi hai fatto sentire speciale.
Il tuo desiderio di fare l'amore e non solo sesso,
Le tue mani incastrate alle mie,
i tuoi baci inverosimili,
il tuo modo poetico di affrontare la vita,
le tue paure nascoste.
Mi sembrava che in poco tempo,
mi avessi aperto uno spiraglio,
sentivo di potermi fidare di te.
Invece il tuo regalo più bello si è trasformato
in una doccia fredda,
e all'improvviso
sono diventata per te nuovamente estranea,
indietro al punto di partenza,
per tornare ad essere
due sconosciuti agli occhi dell'altro. 

Speravo di avere lasciato qualcosa dentro di te,
che il tempo mi avrebbe dato ragione,
ma mi sbagliavo.
Forse quando ci piace qualcuno,
vediamo solo quello che vogliamo vedere.
In assenza di te,
non inventerò scuse,
non farò finta che vada tutto bene,
che anche se è durato così poco,
non fosse speciale per me.
Penso che tu abbia scelto la strada più facile,
ma anche la più solitaria,
quella che ti costa meno fatica,
in termine di emozioni,
che non ti può deludere se non dai a qualcuno la possibilità di farlo.

Mi dispiace che ti sia ricreduto su di me,
che abbia messo davanti te stesso,
perché anche essendo diversi,
avremmo potuto conoscerci.
E poi diversi cosa vuol dire?
Nel modo di pensare? Di comportarci?
Non penso che sia un difetto essere diversi:
la diversità porta al confronto, a qualcosa di positivo,
che non è mai banale.
Sei stato un dolce inganno,
un'apparenza accattivante,
un attimo di felicità incontrastata,
in cui mi sono sentita fortunata,
di poterti stringere tra le mie braccia.


Images Source: Google


15 novembre 2014

TRASH // Non sai mai cosa potresti trovare


Ambientato nelle favelas di Rio de Janeiro, un posto dove la fortuna non aiuta i più deboli a emergere dal nulla, un nulla fatto di povertà e di difficoltà che ogni giorno vengono affrontate anche dai più piccoli. Non esistono situazioni accettabili di igiene e sicurezza e sin da bambini si è abbandonati alla propria capacità di sopravvivere con così poco e in quelle condizioni di miseria. 
Queste realtà esistono e pur essendo così diverse dalla nostra, vivono dei problemi che noi diamo per scontati certe volte. Le favelas del Brasile sono diventate famose nel tempo, a dispetto della natura povera, degradata e malfamata: conosciute come gli "slums" o le zone abbandonate della città, dove le case sono ammassate una all'altra, dove la guerra tra narcotrafficanti e polizia non è mai finita, dove non sai da che parte stare perché la corruzione è dilagante,  perché quando non ci sono ideali non c'è speranza. Il termine favela deriva dal nome di una pianta che cresce nel "sertao" brasiliano, capace di adattarsi a un clima semi-arido e fa riferimento alla nascita di questi sobborghi, a come si sono adattati nonostante le difficoltà.
Se volete approfondire il discorso sulle favelas vi consiglio di leggere un reportage del Corriere qui.




Questo film racconta la storia di un gruppo di ragazzi delle favelas, che giornalmente lavorano alla discarica in cambio di pochi soldi per sopravvivere. Fino a quando non trovano qualcosa che può cambiare le loro vite, un borsello con tanti soldi, una carta d'identità, una mappa e una piccola chiave,  Lo vorrebbero restituire alla polizia, ma dalla reazione della polizia si rendono conto che contiene qualcosa di molto importante.
Da questo momento per i tre ragazzi Rafael (Rickson Tevez), Gardo (Luis Eduardo) e Rato (Gabriel Weinstein) inizia una straordinaria avventura per scappare dalla polizia e scoprire cosa si nasconde dietro a quel portafoglio. 
Durante quest'avventura i ragazzi dovranno imparare il valore dell'amicizia, riconoscendo gli amici dai nemici e vivranno una lotta nella speranza di scoprire la storia di Josè Angelo (Wagner Moura) il proprietario del borsello e rischieranno la vita pur di non darla vinta alla polizia, guidata dal pericoloso Frederico (Selton Mello).
Gli unici disposti ad aiutarli sono una coppia di missionari americani che operano nella loro favela - il  disilluso padre Julliard (Martin Sheen) e la sua giovane assistente Olivia (Rooney Mara).
Una storia di giustizia, di amicizia e di fiducia vista attraverso gli occhi dei bambini che ancora non conoscono i giochi di potere, l'avarizia, la crudeltà e le ragioni che possono portare gli uomini a vedere solo ciò che fa comodo a loro, senza pietà nemmeno per i più disagiati.







Locandina del film TRASH

Photo credits courtesy of Universal Pictures Italia

Diretto da Stephen Daldry (il regista di Billy Elliott), scritto da Richard Curtis con Martin Sheen e Rooney Mara. Vincitore del premio del pubblico BNL | Gala al Festival del Cinema di Roma.
Basato sul romanzo di Andy Mulligan "Trash". In uscita nelle sale italiane dal 27 Novembre.


5 novembre 2014

#VAIN Magazines e la mia esperienza come Interviewer


Come vi avevo parlato in un altro post, da quasi un anno ho il piacere di collaborare con una rivista digitale, che si chiama VAIN Magazines. 
E' una rivista che si basa su un concetto innovativo: rivolgersi a un pubblico di giovani talenti della moda, interessati al campo artistico e di design, che cercano ispirazione e perché no anche un punto di riferimento per iniziare a lavorare. Il nome al plurale è perché la rivista risulta divisa in tre pubblicazioni diverse, che escono ogni mese (MODELS, STYLIST, CREATIVE), ognuna delle quali si occupa di un determinato settore. 




"Models" è la rivista che ha come punto focale il lavoro degli indossatori, le sfilate, il backstage, il make-up e tutto ciò che ruota intorno all'evento sfilata/shooting come i fotografi, le agenzie, etc.
"Stylist" invece è la rivista che parla di tendenze, moda, di nuovi talenti e di casi di successo. 
"Creative" è la frangia artistica che si concentra più su mostre, fotografia, arti visive.
Il tutto condito da articoli, interviste a personaggi e artisti e in più tante foto che la rendono ancora più piacevole da leggere.

Quando mi hanno chiesto di farlo, inizialmente ero abbastanza titubante perché non avevo mai avuto la possibilità di pubblicare su uno spazio che non fosse questo blog.
L'argomento mi ha subito colpito, così ho deciso di accettare la sfida e di occuparmi delle interviste.
Non sentendomi una professionista ho voluto dare un tono più informale alle domande, tanto che quando mi sono sentita chiamare per la prima volta "giornalista" ho pensato: ...c'è ancora tanta strada da fare, questo è solo l'inizio! Non montarti la testa!
Però le soddisfazioni stanno crescendo e ogni volta che vedo una mia intervista pubblicata sono sempre emozionata.

Harim Accademia Euro Mediterranea

Stylist Claudio Di Mari 

credits: VAIN Magazines


Cosa ho imparato? Tante cose interessanti, ho scoperto persone meravigliose e la cosa più importante che ho capito è che non è facile programmare un'intervista, perché le persone che cerchi sono spesso impegnate, lavorano o viaggiano quindi è difficile anche decidere quando sentirsi.  Non è sempre facile cercare di parlare con le persone, soprattutto quando a freddo fai domande sulla loro vita e il loro lavoro. In questo tempo ho capito che non devi mostrarti distaccata, come se stessi lì solo per fare le domande, ma dimostrare interesse, curiosità, fare commenti personali, dando un'impressione positiva all'interlocutore, che sarà ben contento di risponderti. Molti di loro si rendono disponibili e sono molto affabili, cercano di coinvolgermi nel loro mondo anche solo a parole, per farmi capire il lavoro che fanno.

Vi metto il link ad alcune interviste che mi sono piaciute particolarmente, se volete leggerle: ho avuto il piacere di conoscere (per telefono) Patrizia Mirigliani, che oltre a ricoprire il ruolo di patron di Miss Italia è una donna davvero gentile e spiritosa (il link qui); ho incontrato un orafo di Milano molto originale che disegna gioielli e li realizza tutti a mano (qui); ho potuto parlare con le più grandi scuole di moda d'Italia, intervistando il direttore dell'Accademia di Costume e Moda di Roma (qui) e dell'Accademia Euromediterranea di Catania (qui)...Sono solo alcune ma sono tutte importanti per me perché mi hanno dato modo di confrontarmi con professionisti, artisti e persone che si impegnano nel loro mestiere.
Se volete scoprire Vain e tutte le novità sugli stilisti e sugli artisti emergenti, potete seguire la pagina Facebook della rivista.
A presto e intanto vi auguro un buon fine settimana!

1 novembre 2014

Benvenuti in Paradiso #ROMA


Dopo un'assenza di diversi mesi dal blog come avrete potuto vedere, oggi torno per parlarvi di un viaggio a Roma, una permanenza breve ma intensa in una città che amo tantissimo per la sue bellezze e l'atmosfera che si respira ogni volta...

Roma vista dall' Aventino!!

Faccette ;)

Una visita di pochi giorni che però rinnova in me quella convinzione che quello sia il patrimonio culturale di tutti: come una meravigliosa valigia piena di oggetti, di foto, di ricordi, da cui attingere anche solo per ritrovare una fonte di ispirazione, una memoria annebbiata. Come quando si cammina per le vie del centro, Piazza del Popolo, Piazza di Spagna, chi non è stato o non ha visto Roma, quante culture si uniscono in questa città? 
Una città gloriosa che ti porta a vivere quel momento in cui ti senti piccolo davanti a tanta grandezza...all'interno del Pantheon o camminando sotto il Colosseo senti veramente di appartenere a un mondo complesso, dove le porte del paradiso non sono quelle di un mondo extraterreno, ma di un paradiso terreno dove poter essere se stessi nel bene e nel male, cercando un equilibrio nelle azioni di tutti i giorni e nelle proprie aspettative, nei propri desideri e convinzioni.
Difficile di questi tempi trovare l'equilibrio ed essere soddisfatti per quello chi si ha...Come canta anche Venditti ..."se questa vita morde tu mordila di più"...C'è da rimboccarsi le maniche , credere in un risvolto positivo è importante per cercare di emergere dalle paure e di superare le difficoltà che non ci rendono felici.


Io ho avuto modo di stare in compagnia di persone che mi hanno fatto divertire e che mi hanno dato modo di vedermi per quella che sono. Ho avuto la possibilità di vedere Roma attraverso gli occhi di una persona che stimo moltissimo, il fotografo Bruno Spiezia, che avevo intervistato per la rivista Vain Magazines per la quale scrivo articoli e interviste (se vi interessa potete leggerla qui). 
Una piacevole sorpresa conoscere una persona di talento che ha così tante cose da dire e che mantiene lo stupore che si aveva da bambini: forse il segreto di un buon fotografo è proprio quello, vedere con gli occhi di bambino, cristallini e senza preconcetti, in questo modo tutto è più chiaro.

Bruno Spiezia - vista sul Tevere da Ponte Milvio
Ho avuto anche la possibilità di conoscere una persona speciale che ha fondato 5 anni fa la onlus DonnaDonna: un progetto che merita tutta la stima possibile e che si batte per prevenire i disturbi alimentari, per rendere questo tema più attuale e meno tabù. Sappiamo tutti che i problemi alimentari causano sempre più vittime e che sono un dramma del nostro tempo, anche se poco discusso. Il cibo non sempre è un alleato per la nostra salute. Detto questo ho potuto partecipare con gioia al calendario della Onlus, posando insieme ad altre donne per questa causa. Spero di potervi parlare meglio di questo progetto in un altro post.



DonnaDonna Onlus - Roma

CREDITS 
Bruno Spiezia PH



31 maggio 2014

VALIGIA NO PROBLEM!


Sono quasi arrivate le vacanze e il viaggiare pone per forza l'interrogativo di cosa e quanto mettere in valigia. In base ai giorni che si sta via si dovrebbe cercare di essere il più ragionevoli possibile e non riempire la valigia come se non ci fosse un domani...ma a meno che non stiate partendo per qualche paese sperduto, non c'è pericolo di non riuscire a fare acquisti e di comprare qualcosa sul posto facendo in questo modo felici anche i commercianti locali! 




Io personalmente quando viaggio lascio lo spazio per fare degli acquisti, perché trovo che sia un'occasione di svago e sempre piacevole! Per fare la valigia in maniera intelligente sono tanti i trucchi: da quello di arrotolare i vestiti invece di riporli uno sopra l'altro, a quello di mettere le cose più pesanti come le scarpe sul fondo e di riempire gli angoli e i buchi con calze e l'intimo. Io amo usare i sacchetti sotto vuoto, perché occupano poco spazio e i vestiti restano in ordine e non si stropicciano molto. Pensare prima di partire agli abbinamenti da indossare può essere un'ottima idea che vi risparmia del tempo anche quando vi troverete davanti alla valigia senza niente da mettere (o quasi!)...Le liste sono sempre gettonate soprattutto se partite per un viaggio lungo e non potete dimenticare nulla! Il mio problema è sempre quello del beauty, quando ero piccola mi ricordo che avevo un beauty case colorato e me lo portavo dappertutto! Non potete immaginare il mio sgomento da quando hanno ristretto la possibilità di portare liquidi e di conseguenza creme & co nel bagaglio a mano...La mia valigia da allora piange vendetta e anche se cerco di mettere dentro solo campioncini e mini size, il settore beauty è quello che pesa un casino e non mi fa chiudere la valigia!



Qualche consiglio spassionato:

- armatevi di tanta pazienza e relax!

- non pensate di avere bisogno di tutto l'armadio, ma portate solo ciò di cui non potete fare a meno

- controllate la lista e spuntate ogni cosa che mettete in valigia

- pesate la valigia prima di partire, oppure armatevi di un gran sorriso da sfoggiare alla hostess del check-in

- ricordatevi che una donna anche con la valigia deve mantenere una certa classe, quindi non camminate come se trascinaste un masso gigante :)

- informatevi all'arrivo dei possibili centri commerciali e negozi della zona

Su internet ci sono guide e pagine piene di consigli su come preparare la vostra valigia, ma secondo me l'idea davvero geniale è venuta a dei giovani imprenditori milanesi, che hanno ragionato sulle necessità dei viaggiatori e creato Pop-up Room un servizio innovativo pensato per tutti coloro che viaggiano con bagaglio a mano ma anche per chi vuole avere alcuni prodotti e servizi a portata di mano, senza doverci pensare una volta arrivato a destinazione. Così la vacanza diventa più organizzata e con meno problemi all'arrivo, anzi ti aspetta con una piacevole sorpresa!
Il progetto è ancora in crescita, per ora è attivo solo per la città di Milano che l'anno prossimo sarà la protagonista dell'Expo 2015 ed è ogni anno destinazione di più di 6 milioni di turisti.
Ve ne parlo perché oltre a credere che sia una proposta intelligente, potrebbe cambiare il modo di viaggiare rendendoci meno "schiavi" degli oggetti più indispensabili e farci viaggiare più leggeri.

www.popuproom.it

www.popuproom.it
In cosa consiste? In pratica se state per partire per qualche giorno e avete solo il bagaglio a mano, dove come sappiamo non possono entrare liquidi e quant'altro, il servizio di Pop-up room ti dà la possibilità di prenotare da internet una scatola con tutto l'occorrente e te la recapita direttamente in albergo all'arrivo! Spazzolino, dentifricio, shampoo, balsamo, creme e cremine non sono più un problema, tutti quei prodotti li potrete trovare nella vostra box all'arrivo e volendo si può prenotare anche l'abbonamento ai mezzi pubblici e la cartina della città per essere già pronti ad esplorare la città. L'essential pack con tutti i prodotti che servono (tra cui anche ciabattine e fazzoletti), la Milano card, una rivista con gli eventi locali e la mappa di Milano costa 19 euro.

Questa può essere un'alternativa per quando si viaggia e si vuole stare comodi, ma soprattutto leggeri e senza problemi! Per il resto il buon senso e lo spirito di adattamento la fanno da padroni, quando si viaggia non si sa mai cosa aspettarsi e bisogna essere preparati davanti agli imprevisti!


10 maggio 2014

OGGI COME IERI...PUBBLICITA'


C'erano una volta quelle pubblicità che per lanciare un prodotto sul mercato non avevano bisogno di grossi "giri di parole", di prove scientifiche, di dati statistici o di spot girati da registi di fama internazionale, con testimonial d'eccezione, etc.
Bastava poco: negli anni '50/'60 si trovava un'illustrazione con uno slogan d'effetto che la faceva da padrone...e il gioco era fatto! Si creava un vero e proprio poster, un manifesto che si imponeva come il "grido di guerra" di quel determinato marchio.
Sebbene i marchi in questione fossero al centro dell'attenzione, era un modo di inserirsi molto meno invasivo rispetto alle pubblicità che vediamo oggi in televisione, veri e propri "spot commerciali" che oltre a mostrare il prodotto in maniera sempre più originale, ci raccontano storie e sentimentalismi sul perché dovremmo comprare uno spazzolino piuttosto che una macchina nuova.
A volte la semplicità, il ritorno alle origini è molto più apprezzato e più d'effetto proprio per l'amore verso le cose semplici e anche il vintage si impone nella pubblicità come se fosse l'anima del commercio, il principio da cui è nato tutto: alla fine quello che conta è l'emozione che un certo prodotto ci trasmette e se ci sono dei marchi che ci ricordano la nostra infanzia o hanno un significato particolare per noi, sicuramente non servirà pubblicità ridondante per ricordarcelo!





Al giorno d'oggi c'è quel sentimento di riscoperta di cose semplici, genuine o almeno di ciò che è diventato elementare nella vita di tutti i giorni: così sono nate illustrazioni moderne, ma rivisitate in chiave vintage, per riallacciare quel senso di appartenenza soltanto attraverso immagini che rispecchino le nostre "buone abitudini"...come usare ad esempio i Social Network, che sono presto diventati compagni presenti quotidianamente nelle nostre case e sui nostri schermi.


Mentre l'idea brillante per originalità e unicità è sicuramente quella che ha avuto un pubblicitario francese che si chiama David Redon, che sulla sua pagina di Tumblr con lo pseudonimo di "Ads Libitum" nome che deriva dal latino e significa "a volontà", si diverte a riprodurre bellissime pubblicità in stile vintage ma con un feeling tutto nuovo...Infatti al centro della reclame non c'è un prodotto, bensì un cantante famoso e lo slogan che riprende il titolo della canzone di quell'artista. Sono dei manifesti vintage che mostrano la passione che quest'artista nutre nei confronti del mondo della pubblicità e della musica. E sono molto più "sexually correct" delle pubblicità anni '50/'60 che mostravano per lo più solo donne come oggetto del desiderio, mentre qui appaiono anche uomini in gran forma...




Image Source: Google Images

Quale sarà la prossima pubblicità che subirà un restyling?!...Ai posteri l'opinabile sentenza :)

5 aprile 2014

Nuova Collaborazione CODICE DI SCONTO!!



Buongiorno ragazze,

E' da un pò che non vi aggiorno, che non scrivo...Non sono sparita ma ultimamente sono solo impegnata con lo studio, perché come sappiamo gli esami non finiscono mai!!! :-)

Oggi ho il piacere di parlarvi di una collaborazione che da poco ho iniziato con il sito web Codicedisconto
Per chi non lo conoscesse si tratta di un sito molto utile, che offre la possibilità di avere diversi coupon promozionali e sconti suddivisi per varie categorie, viaggi, benessere, abbigliamento, etc.
E' molto interessante soprattutto per chi ama lo shopping online, per chi non rinuncia a farsi un regalo anche se non può uscire, insomma le possibilità infinite di e-commerce le conosciamo bene...


Le offerte sul sito Codice di sconto sono molto invitanti, infatti ci sono delle promozioni speciali, pensate ad hoc per chi va sul sito e utilizza il coupon per fare un acquisto online. E' molto semplice, se un'offerta vi piace, il sito rimanda direttamente al link di pertinenza e non dovrete fare altro che scegliere cosa acquistare, con il codice di sconto o la promozione applicati automaticamente.
In più collaborano veramente con tantissimi brand tra cui negozi, agenzie di viaggio, alberghi, compagnie telefoniche. I loro partner sono una garanzia di professionalità e qualità. Se volete dare uno sguardo al sito troverete tutto l'elenco dei marchi con cui collaborano e tantissime possibilità di fare un regalo o di organizzare un viaggio, nell'ottica di provare a risparmiare un pochino che non fa male.




Per i lettori di Any Open Door è stata realizzata una pagina speciale, dove potrete trovare coupon personalizzati in base alle mie scelte, ai miei gusti e al tema del blog, ovvero il lifestyle, lo shopping e troverete tantissime offerte di abbigliamento, make-up e viaggi!!
Spero che vi possa piacere quest'idea e se volete scoprire quali sono i coupon che ho scelto per voi potete cliccare qui:




Non siete assolutamente vincolate ad acquistare, potete anche solo sbirciare così come si può fare nei negozi e vedere se trovate l'offerta che cercavate o che vi può interessare!Se volete potete anche visitare la pagina Facebook di Codice di sconto cliccando qui per farvi un'idea del prodotto.
Prossimamente ci potrebbero essere altre sorprese sempre legate al discorso dei coupon. :)

Intanto vi saluto e vi auguro un buon fine settimana!!