7 dicembre 2014

L'APPARENZA INGANNA: LOVE 2.0


Oggi torno da voi con un post molto personale: un momento di debolezza che ha caratterizzato gli ultimi giorni, che mi ha dato modo di pensare ai sentimenti e ai giochi che si instaurano quando si conosce qualcuno. 
Ci sono ormai tanti modi di conoscere le persone, il web stesso è pieno di ipotetici amori e di nuove amicizie. Ma anche se basta poco a farle nascere, a volte solo il tempo di un clic, di accettare una richiesta di amicizia o di mettere like a qualche foto di un profilo che ci incuriosisce, non sempre però la realtà si rispecchia in quello che credevamo di sapere.


Per conoscere una persona non basta incontrarla in tempo reale, dal vivo, vederla anche ripetutamente, solo per il gusto della novità. Per conoscerla davvero quella persona si dovrebbe mettere nella condizione di lasciarsi guardare dentro, di non mettere barriere e di trovare un ponte per arrivare a voi. Solo così potrebbe davvero iniziare una relazione, un'amicizia, un momento di condivisione non dettato solo dalla necessità di incontrare nuove persone, di divorare nuovi incontri 2.0, con la stessa voracità con cui si mangia un hamburger con patatine, per poi sentirsi male ed avere i sensi di colpa. 



Quello che dico è che se si stanno cercando delle conferme o quando una persona è talmente egocentrica da non avere il coraggio per provarci davvero, non si può usare il web per ricorrere a un'alternativa facile per mettersi in gioco con gli altri. Quando poi in realtà non sei pronto a giocare e a mettere sulla bilancia i tuoi sentimenti. Quale bisogno ti spinge a cercare una persona? Dovresti sapere che non sempre coincide con quello dell'altro. Potrebbe non scattare la miccia che serve per andare avanti oppure potrebbe nascere un'amicizia, ma in ogni caso non sarà mai come te lo sei immaginato. Perché per immaginarsi qualcosa c'è ancora bisogno di un profumo, di un sapore, di sentire con mano l'altro, di provare per un momento le stesse emozioni. Gli incontri sul web possono produrre dei piccoli miracoli, persone che non si sarebbero mai potute incontrare altrimenti, ma deve esserci da parte di entrambi la consapevolezza che quella non è una via di mezzo, non è una scusa per sopperire a qualche mancanza o a una non dichiarata solitudine, ma solo uno strumento alternativo per entrare in contatto con gli altri.


E ho scritto qualcosa che vorrei condividere con la rete dove tutto è iniziato:

Non mi manchi
Tre parole che a intermittenza mi tornano in mente.
Non è qualcosa che ho potuto scegliere.
E' una verità scomoda,
un'affermazione che lacera ogni speranza.
La breccia nel mio cuore non potrà scalfirmi,
la fortezza costruita nel tempo non sarà abbattuta,
da ciò che sei, che rappresenti, da tutto ciò che ho conosciuto di te.
Il vuoto è invaso dalle tue parole che risuonano come una canzone,
una melodia a cui stava a noi dare un senso.
Mi hai guardato e hai detto che ero bellissima,
mi hai fatto sentire speciale.
Il tuo desiderio di fare l'amore e non solo sesso,
Le tue mani incastrate alle mie,
i tuoi baci inverosimili,
il tuo modo poetico di affrontare la vita,
le tue paure nascoste.
Mi sembrava che in poco tempo,
mi avessi aperto uno spiraglio,
sentivo di potermi fidare di te.
Invece il tuo regalo più bello si è trasformato
in una doccia fredda,
e all'improvviso
sono diventata per te nuovamente estranea,
indietro al punto di partenza,
per tornare ad essere
due sconosciuti agli occhi dell'altro. 

Speravo di avere lasciato qualcosa dentro di te,
che il tempo mi avrebbe dato ragione,
ma mi sbagliavo.
Forse quando ci piace qualcuno,
vediamo solo quello che vogliamo vedere.
In assenza di te,
non inventerò scuse,
non farò finta che vada tutto bene,
che anche se è durato così poco,
non fosse speciale per me.
Penso che tu abbia scelto la strada più facile,
ma anche la più solitaria,
quella che ti costa meno fatica,
in termine di emozioni,
che non ti può deludere se non dai a qualcuno la possibilità di farlo.

Mi dispiace che ti sia ricreduto su di me,
che abbia messo davanti te stesso,
perché anche essendo diversi,
avremmo potuto conoscerci.
E poi diversi cosa vuol dire?
Nel modo di pensare? Di comportarci?
Non penso che sia un difetto essere diversi:
la diversità porta al confronto, a qualcosa di positivo,
che non è mai banale.
Sei stato un dolce inganno,
un'apparenza accattivante,
un attimo di felicità incontrastata,
in cui mi sono sentita fortunata,
di poterti stringere tra le mie braccia.


Images Source: Google


15 novembre 2014

TRASH // Non sai mai cosa potresti trovare


Ambientato nelle favelas di Rio de Janeiro, un posto dove la fortuna non aiuta i più deboli a emergere dal nulla, un nulla fatto di povertà e di difficoltà che ogni giorno vengono affrontate anche dai più piccoli. Non esistono situazioni accettabili di igiene e sicurezza e sin da bambini si è abbandonati alla propria capacità di sopravvivere con così poco e in quelle condizioni di miseria. 
Queste realtà esistono e pur essendo così diverse dalla nostra, vivono dei problemi che noi diamo per scontati certe volte. Le favelas del Brasile sono diventate famose nel tempo, a dispetto della natura povera, degradata e malfamata: conosciute come gli "slums" o le zone abbandonate della città, dove le case sono ammassate una all'altra, dove la guerra tra narcotrafficanti e polizia non è mai finita, dove non sai da che parte stare perché la corruzione è dilagante,  perché quando non ci sono ideali non c'è speranza. Il termine favela deriva dal nome di una pianta che cresce nel "sertao" brasiliano, capace di adattarsi a un clima semi-arido e fa riferimento alla nascita di questi sobborghi, a come si sono adattati nonostante le difficoltà.
Se volete approfondire il discorso sulle favelas vi consiglio di leggere un reportage del Corriere qui.




Questo film racconta la storia di un gruppo di ragazzi delle favelas, che giornalmente lavorano alla discarica in cambio di pochi soldi per sopravvivere. Fino a quando non trovano qualcosa che può cambiare le loro vite, un borsello con tanti soldi, una carta d'identità, una mappa e una piccola chiave,  Lo vorrebbero restituire alla polizia, ma dalla reazione della polizia si rendono conto che contiene qualcosa di molto importante.
Da questo momento per i tre ragazzi Rafael (Rickson Tevez), Gardo (Luis Eduardo) e Rato (Gabriel Weinstein) inizia una straordinaria avventura per scappare dalla polizia e scoprire cosa si nasconde dietro a quel portafoglio. 
Durante quest'avventura i ragazzi dovranno imparare il valore dell'amicizia, riconoscendo gli amici dai nemici e vivranno una lotta nella speranza di scoprire la storia di Josè Angelo (Wagner Moura) il proprietario del borsello e rischieranno la vita pur di non darla vinta alla polizia, guidata dal pericoloso Frederico (Selton Mello).
Gli unici disposti ad aiutarli sono una coppia di missionari americani che operano nella loro favela - il  disilluso padre Julliard (Martin Sheen) e la sua giovane assistente Olivia (Rooney Mara).
Una storia di giustizia, di amicizia e di fiducia vista attraverso gli occhi dei bambini che ancora non conoscono i giochi di potere, l'avarizia, la crudeltà e le ragioni che possono portare gli uomini a vedere solo ciò che fa comodo a loro, senza pietà nemmeno per i più disagiati.







Locandina del film TRASH

Photo credits courtesy of Universal Pictures Italia

Diretto da Stephen Daldry (il regista di Billy Elliott), scritto da Richard Curtis con Martin Sheen e Rooney Mara. Vincitore del premio del pubblico BNL | Gala al Festival del Cinema di Roma.
Basato sul romanzo di Andy Mulligan "Trash". In uscita nelle sale italiane dal 27 Novembre.


5 novembre 2014

#VAIN Magazines e la mia esperienza come Interviewer


Come vi avevo parlato in un altro post, da quasi un anno ho il piacere di collaborare con una rivista digitale, che si chiama VAIN Magazines. 
E' una rivista che si basa su un concetto innovativo: rivolgersi a un pubblico di giovani talenti della moda, interessati al campo artistico e di design, che cercano ispirazione e perché no anche un punto di riferimento per iniziare a lavorare. Il nome al plurale è perché la rivista risulta divisa in tre pubblicazioni diverse, che escono ogni mese (MODELS, STYLIST, CREATIVE), ognuna delle quali si occupa di un determinato settore. 




"Models" è la rivista che ha come punto focale il lavoro degli indossatori, le sfilate, il backstage, il make-up e tutto ciò che ruota intorno all'evento sfilata/shooting come i fotografi, le agenzie, etc.
"Stylist" invece è la rivista che parla di tendenze, moda, di nuovi talenti e di casi di successo. 
"Creative" è la frangia artistica che si concentra più su mostre, fotografia, arti visive.
Il tutto condito da articoli, interviste a personaggi e artisti e in più tante foto che la rendono ancora più piacevole da leggere.

Quando mi hanno chiesto di farlo, inizialmente ero abbastanza titubante perché non avevo mai avuto la possibilità di pubblicare su uno spazio che non fosse questo blog.
L'argomento mi ha subito colpito, così ho deciso di accettare la sfida e di occuparmi delle interviste.
Non sentendomi una professionista ho voluto dare un tono più informale alle domande, tanto che quando mi sono sentita chiamare per la prima volta "giornalista" ho pensato: ...c'è ancora tanta strada da fare, questo è solo l'inizio! Non montarti la testa!
Però le soddisfazioni stanno crescendo e ogni volta che vedo una mia intervista pubblicata sono sempre emozionata.

Harim Accademia Euro Mediterranea

Stylist Claudio Di Mari 

credits: VAIN Magazines


Cosa ho imparato? Tante cose interessanti, ho scoperto persone meravigliose e la cosa più importante che ho capito è che non è facile programmare un'intervista, perché le persone che cerchi sono spesso impegnate, lavorano o viaggiano quindi è difficile anche decidere quando sentirsi.  Non è sempre facile cercare di parlare con le persone, soprattutto quando a freddo fai domande sulla loro vita e il loro lavoro. In questo tempo ho capito che non devi mostrarti distaccata, come se stessi lì solo per fare le domande, ma dimostrare interesse, curiosità, fare commenti personali, dando un'impressione positiva all'interlocutore, che sarà ben contento di risponderti. Molti di loro si rendono disponibili e sono molto affabili, cercano di coinvolgermi nel loro mondo anche solo a parole, per farmi capire il lavoro che fanno.

Vi metto il link ad alcune interviste che mi sono piaciute particolarmente, se volete leggerle: ho avuto il piacere di conoscere (per telefono) Patrizia Mirigliani, che oltre a ricoprire il ruolo di patron di Miss Italia è una donna davvero gentile e spiritosa (il link qui); ho incontrato un orafo di Milano molto originale che disegna gioielli e li realizza tutti a mano (qui); ho potuto parlare con le più grandi scuole di moda d'Italia, intervistando il direttore dell'Accademia di Costume e Moda di Roma (qui) e dell'Accademia Euromediterranea di Catania (qui)...Sono solo alcune ma sono tutte importanti per me perché mi hanno dato modo di confrontarmi con professionisti, artisti e persone che si impegnano nel loro mestiere.
Se volete scoprire Vain e tutte le novità sugli stilisti e sugli artisti emergenti, potete seguire la pagina Facebook della rivista.
A presto e intanto vi auguro un buon fine settimana!

1 novembre 2014

Benvenuti in Paradiso #ROMA


Dopo un'assenza di diversi mesi dal blog come avrete potuto vedere, oggi torno per parlarvi di un viaggio a Roma, una permanenza breve ma intensa in una città che amo tantissimo per la sue bellezze e l'atmosfera che si respira ogni volta...

Roma vista dall' Aventino!!

Faccette ;)

Una visita di pochi giorni che però rinnova in me quella convinzione che quello sia il patrimonio culturale di tutti: come una meravigliosa valigia piena di oggetti, di foto, di ricordi, da cui attingere anche solo per ritrovare una fonte di ispirazione, una memoria annebbiata. Come quando si cammina per le vie del centro, Piazza del Popolo, Piazza di Spagna, chi non è stato o non ha visto Roma, quante culture si uniscono in questa città? 
Una città gloriosa che ti porta a vivere quel momento in cui ti senti piccolo davanti a tanta grandezza...all'interno del Pantheon o camminando sotto il Colosseo senti veramente di appartenere a un mondo complesso, dove le porte del paradiso non sono quelle di un mondo extraterreno, ma di un paradiso terreno dove poter essere se stessi nel bene e nel male, cercando un equilibrio nelle azioni di tutti i giorni e nelle proprie aspettative, nei propri desideri e convinzioni.
Difficile di questi tempi trovare l'equilibrio ed essere soddisfatti per quello chi si ha...Come canta anche Venditti ..."se questa vita morde tu mordila di più"...C'è da rimboccarsi le maniche , credere in un risvolto positivo è importante per cercare di emergere dalle paure e di superare le difficoltà che non ci rendono felici.


Io ho avuto modo di stare in compagnia di persone che mi hanno fatto divertire e che mi hanno dato modo di vedermi per quella che sono. Ho avuto la possibilità di vedere Roma attraverso gli occhi di una persona che stimo moltissimo, il fotografo Bruno Spiezia, che avevo intervistato per la rivista Vain Magazines per la quale scrivo articoli e interviste (se vi interessa potete leggerla qui). 
Una piacevole sorpresa conoscere una persona di talento che ha così tante cose da dire e che mantiene lo stupore che si aveva da bambini: forse il segreto di un buon fotografo è proprio quello, vedere con gli occhi di bambino, cristallini e senza preconcetti, in questo modo tutto è più chiaro.

Bruno Spiezia - vista sul Tevere da Ponte Milvio
Ho avuto anche la possibilità di conoscere una persona speciale che ha fondato 5 anni fa la onlus DonnaDonna: un progetto che merita tutta la stima possibile e che si batte per prevenire i disturbi alimentari, per rendere questo tema più attuale e meno tabù. Sappiamo tutti che i problemi alimentari causano sempre più vittime e che sono un dramma del nostro tempo, anche se poco discusso. Il cibo non sempre è un alleato per la nostra salute. Detto questo ho potuto partecipare con gioia al calendario della Onlus, posando insieme ad altre donne per questa causa. Spero di potervi parlare meglio di questo progetto in un altro post.



DonnaDonna Onlus - Roma

CREDITS 
Bruno Spiezia PH



31 maggio 2014

VALIGIA NO PROBLEM!


Sono quasi arrivate le vacanze e il viaggiare pone per forza l'interrogativo di cosa e quanto mettere in valigia. In base ai giorni che si sta via si dovrebbe cercare di essere il più ragionevoli possibile e non riempire la valigia come se non ci fosse un domani...ma a meno che non stiate partendo per qualche paese sperduto, non c'è pericolo di non riuscire a fare acquisti e di comprare qualcosa sul posto facendo in questo modo felici anche i commercianti locali! 




Io personalmente quando viaggio lascio lo spazio per fare degli acquisti, perché trovo che sia un'occasione di svago e sempre piacevole! Per fare la valigia in maniera intelligente sono tanti i trucchi: da quello di arrotolare i vestiti invece di riporli uno sopra l'altro, a quello di mettere le cose più pesanti come le scarpe sul fondo e di riempire gli angoli e i buchi con calze e l'intimo. Io amo usare i sacchetti sotto vuoto, perché occupano poco spazio e i vestiti restano in ordine e non si stropicciano molto. Pensare prima di partire agli abbinamenti da indossare può essere un'ottima idea che vi risparmia del tempo anche quando vi troverete davanti alla valigia senza niente da mettere (o quasi!)...Le liste sono sempre gettonate soprattutto se partite per un viaggio lungo e non potete dimenticare nulla! Il mio problema è sempre quello del beauty, quando ero piccola mi ricordo che avevo un beauty case colorato e me lo portavo dappertutto! Non potete immaginare il mio sgomento da quando hanno ristretto la possibilità di portare liquidi e di conseguenza creme & co nel bagaglio a mano...La mia valigia da allora piange vendetta e anche se cerco di mettere dentro solo campioncini e mini size, il settore beauty è quello che pesa un casino e non mi fa chiudere la valigia!



Qualche consiglio spassionato:

- armatevi di tanta pazienza e relax!

- non pensate di avere bisogno di tutto l'armadio, ma portate solo ciò di cui non potete fare a meno

- controllate la lista e spuntate ogni cosa che mettete in valigia

- pesate la valigia prima di partire, oppure armatevi di un gran sorriso da sfoggiare alla hostess del check-in

- ricordatevi che una donna anche con la valigia deve mantenere una certa classe, quindi non camminate come se trascinaste un masso gigante :)

- informatevi all'arrivo dei possibili centri commerciali e negozi della zona

Su internet ci sono guide e pagine piene di consigli su come preparare la vostra valigia, ma secondo me l'idea davvero geniale è venuta a dei giovani imprenditori milanesi, che hanno ragionato sulle necessità dei viaggiatori e creato Pop-up Room un servizio innovativo pensato per tutti coloro che viaggiano con bagaglio a mano ma anche per chi vuole avere alcuni prodotti e servizi a portata di mano, senza doverci pensare una volta arrivato a destinazione. Così la vacanza diventa più organizzata e con meno problemi all'arrivo, anzi ti aspetta con una piacevole sorpresa!
Il progetto è ancora in crescita, per ora è attivo solo per la città di Milano che l'anno prossimo sarà la protagonista dell'Expo 2015 ed è ogni anno destinazione di più di 6 milioni di turisti.
Ve ne parlo perché oltre a credere che sia una proposta intelligente, potrebbe cambiare il modo di viaggiare rendendoci meno "schiavi" degli oggetti più indispensabili e farci viaggiare più leggeri.

www.popuproom.it

www.popuproom.it
In cosa consiste? In pratica se state per partire per qualche giorno e avete solo il bagaglio a mano, dove come sappiamo non possono entrare liquidi e quant'altro, il servizio di Pop-up room ti dà la possibilità di prenotare da internet una scatola con tutto l'occorrente e te la recapita direttamente in albergo all'arrivo! Spazzolino, dentifricio, shampoo, balsamo, creme e cremine non sono più un problema, tutti quei prodotti li potrete trovare nella vostra box all'arrivo e volendo si può prenotare anche l'abbonamento ai mezzi pubblici e la cartina della città per essere già pronti ad esplorare la città. L'essential pack con tutti i prodotti che servono (tra cui anche ciabattine e fazzoletti), la Milano card, una rivista con gli eventi locali e la mappa di Milano costa 19 euro.

Questa può essere un'alternativa per quando si viaggia e si vuole stare comodi, ma soprattutto leggeri e senza problemi! Per il resto il buon senso e lo spirito di adattamento la fanno da padroni, quando si viaggia non si sa mai cosa aspettarsi e bisogna essere preparati davanti agli imprevisti!


10 maggio 2014

OGGI COME IERI...PUBBLICITA'


C'erano una volta quelle pubblicità che per lanciare un prodotto sul mercato non avevano bisogno di grossi "giri di parole", di prove scientifiche, di dati statistici o di spot girati da registi di fama internazionale, con testimonial d'eccezione, etc.
Bastava poco: negli anni '50/'60 si trovava un'illustrazione con uno slogan d'effetto che la faceva da padrone...e il gioco era fatto! Si creava un vero e proprio poster, un manifesto che si imponeva come il "grido di guerra" di quel determinato marchio.
Sebbene i marchi in questione fossero al centro dell'attenzione, era un modo di inserirsi molto meno invasivo rispetto alle pubblicità che vediamo oggi in televisione, veri e propri "spot commerciali" che oltre a mostrare il prodotto in maniera sempre più originale, ci raccontano storie e sentimentalismi sul perché dovremmo comprare uno spazzolino piuttosto che una macchina nuova.
A volte la semplicità, il ritorno alle origini è molto più apprezzato e più d'effetto proprio per l'amore verso le cose semplici e anche il vintage si impone nella pubblicità come se fosse l'anima del commercio, il principio da cui è nato tutto: alla fine quello che conta è l'emozione che un certo prodotto ci trasmette e se ci sono dei marchi che ci ricordano la nostra infanzia o hanno un significato particolare per noi, sicuramente non servirà pubblicità ridondante per ricordarcelo!





Al giorno d'oggi c'è quel sentimento di riscoperta di cose semplici, genuine o almeno di ciò che è diventato elementare nella vita di tutti i giorni: così sono nate illustrazioni moderne, ma rivisitate in chiave vintage, per riallacciare quel senso di appartenenza soltanto attraverso immagini che rispecchino le nostre "buone abitudini"...come usare ad esempio i Social Network, che sono presto diventati compagni presenti quotidianamente nelle nostre case e sui nostri schermi.


Mentre l'idea brillante per originalità e unicità è sicuramente quella che ha avuto un pubblicitario francese che si chiama David Redon, che sulla sua pagina di Tumblr con lo pseudonimo di "Ads Libitum" nome che deriva dal latino e significa "a volontà", si diverte a riprodurre bellissime pubblicità in stile vintage ma con un feeling tutto nuovo...Infatti al centro della reclame non c'è un prodotto, bensì un cantante famoso e lo slogan che riprende il titolo della canzone di quell'artista. Sono dei manifesti vintage che mostrano la passione che quest'artista nutre nei confronti del mondo della pubblicità e della musica. E sono molto più "sexually correct" delle pubblicità anni '50/'60 che mostravano per lo più solo donne come oggetto del desiderio, mentre qui appaiono anche uomini in gran forma...




Image Source: Google Images

Quale sarà la prossima pubblicità che subirà un restyling?!...Ai posteri l'opinabile sentenza :)

5 aprile 2014

Nuova Collaborazione CODICE DI SCONTO!!



Buongiorno ragazze,

E' da un pò che non vi aggiorno, che non scrivo...Non sono sparita ma ultimamente sono solo impegnata con lo studio, perché come sappiamo gli esami non finiscono mai!!! :-)

Oggi ho il piacere di parlarvi di una collaborazione che da poco ho iniziato con il sito web Codicedisconto
Per chi non lo conoscesse si tratta di un sito molto utile, che offre la possibilità di avere diversi coupon promozionali e sconti suddivisi per varie categorie, viaggi, benessere, abbigliamento, etc.
E' molto interessante soprattutto per chi ama lo shopping online, per chi non rinuncia a farsi un regalo anche se non può uscire, insomma le possibilità infinite di e-commerce le conosciamo bene...


Le offerte sul sito Codice di sconto sono molto invitanti, infatti ci sono delle promozioni speciali, pensate ad hoc per chi va sul sito e utilizza il coupon per fare un acquisto online. E' molto semplice, se un'offerta vi piace, il sito rimanda direttamente al link di pertinenza e non dovrete fare altro che scegliere cosa acquistare, con il codice di sconto o la promozione applicati automaticamente.
In più collaborano veramente con tantissimi brand tra cui negozi, agenzie di viaggio, alberghi, compagnie telefoniche. I loro partner sono una garanzia di professionalità e qualità. Se volete dare uno sguardo al sito troverete tutto l'elenco dei marchi con cui collaborano e tantissime possibilità di fare un regalo o di organizzare un viaggio, nell'ottica di provare a risparmiare un pochino che non fa male.




Per i lettori di Any Open Door è stata realizzata una pagina speciale, dove potrete trovare coupon personalizzati in base alle mie scelte, ai miei gusti e al tema del blog, ovvero il lifestyle, lo shopping e troverete tantissime offerte di abbigliamento, make-up e viaggi!!
Spero che vi possa piacere quest'idea e se volete scoprire quali sono i coupon che ho scelto per voi potete cliccare qui:




Non siete assolutamente vincolate ad acquistare, potete anche solo sbirciare così come si può fare nei negozi e vedere se trovate l'offerta che cercavate o che vi può interessare!Se volete potete anche visitare la pagina Facebook di Codice di sconto cliccando qui per farvi un'idea del prodotto.
Prossimamente ci potrebbero essere altre sorprese sempre legate al discorso dei coupon. :)

Intanto vi saluto e vi auguro un buon fine settimana!!


8 marzo 2014

D come DONNA e DESIDERI



Oggi in occasione della festa delle donne, leggo questo articolo che parla delle trentenni di oggi, le cosiddette Millennials, perchè nate e cresciute a cavallo del nuovo millennio e ho voluto prendere spunto per scrivere questo post, un pò personale ma credo che possa riguardare altre donne nella mia situazione.

Ebbene sì faccio anche io parte della schiera di trentenni che non sognano il matrimonio, che non inseriscono tra le prime cose da fare quella di sposarsi e avere dei figli...Le donne di oggi molto spesso mettono al primo posto il lavoro, la possibilità di fare carriera e di realizzarsi, cercando di seguire le loro predisposizioni e le loro passioni. D'altra parte so che non è così per tutte, infatti conosco ragazze mie coetanee che sono in dolce attesa e aspettano con gioia di diventare madri. Quindi una cosa non esclude l'altra, si possono avere entrambe le cose e non è detto che si debba rinunciare per forza o alla famiglia o al lavoro. Ma questo comporta dei sacrifici, l'aiuto da parte di genitori, parenti e amici, una forza straordinaria per riuscire a fare tutto...Insomma una madre che oggi lavora e cresce dei figli dovrebbe essere vista come una specie di superdonna, dotata di forza d'animo e energia pari a quella di Wonderwoman. Non siamo cambiate, credo che in fondo il desiderio di diventare madri sia parte della natura della donna, quella di moglie o compagna appassionata e madre amorevole, disposta a qualsiasi cosa per i propri figli.



Cosa è cambiato? Credo che da tempo non sospetto il ruolo della donna non sia più solo quello di donna del focolare, attenta ai figli e cuoca eccelsa per il piacere del marito...La figura della donna abbraccia anche la voglia di fare, di eccellere nel lavoro, o almeno di mostrare che le sue capacità sono alla pari di quelle degli uomini, se non di più. Non è una gara a chi è più bravo, ma l'orgoglio e la realizzazione sul piano personale sono diventati necessari, importanti per chiudere il cerchio e renderci autonome, indipendenti almeno dal punto di vista personale. Siamo individui diversi, soprattutto l'uomo e la donna, la sfera personale è molto importante, sentirsi amate è la cosa più bella del mondo, ma molto spesso questo non basta a far sì che le cose vadano bene. Non è detto che tutte le storie d'amore si trasformino nell'happy ending che ci aspettiamo e lo abbiamo visto già dalle nostri madri, dai matrimoni che non funzionano e forse l'abbiamo anche vissuto sulla nostra pelle...Per cui il cerchio della vita risulta più complicato, sempre meno raggiungibile e sembra quasi che un punto interrogativo aleggi intorno alle donne che per scelta decidono di non sposarsi e di vivere una vita diversa.


Il lavoro oggi ha le sue priorità, che possono essere quelle di lavorare 8-10 ore al giorno, oppure di fare turni e straordinari, lavorare anche di notte quando va male, non avere certezze o ancora peggio non avere un lavoro che ti permette di uscire di casa e vivere la tua vita.
Quello che sicuramente oggi non permette di farsi una famiglia è il lavoro che manca, le aspettative tradite dai tempi difficili e dalle difficoltà che stiamo vivendo. 
Per cui credo che l'obiettivo sia stato spostato sull'ago della bilancia, pende più da una parte e non sta nel mezzo, come sarebbe giusto...Solo alcune persone riescono a mettere su famiglia, hanno il coraggio e la possibilità pratica di sposarsi, di realizzare i propri sogni e di mettere sul piatto i loro sentimenti e condividerli con la persona del cuore. 
Personalmente sto imparando a bastare a me stessa, a puntare di più sui miei bisogni e a non credere sempre alle favole...La realizzazione personale è parte del cammino che prima o poi ci porta ad essere donne mature, in grado di prenderci cura di noi stesse e anche di altri. Non pensavo di scrivere un post sulla festa delle donne, ma è comunque un momento di condivisione e di riflessione, per questo voglio fare i miei più cari auguri a tutte le donne che stanno ancora cercando il loro posto all'interno del mondo, che lottano per essere se stesse e far valere i loro diritti, che non si arrendono e che credono ancora nell'amore!!




Photo credits: Google Images

5 marzo 2014

La virtù della bellezza...#VAIN MAGAZINES!!



Buongiorno Carissime,

Come vi avevo anticipato a Gennaio, negli ultimi mesi ho avuto il grande piacere di poter collaborare a un progetto editoriale, che mi vede interessata a realizzare interviste e a scrivere per una rivista nata da poco, ma già ricca di argomenti e spunti interessanti.

Sono orgogliosa di potervi presentare VAIN Magazines:
Un progetto nato dal desiderio di focalizzare l'attenzione sui talenti emergenti, modelli, designer e artisti creativi che fanno del loro corpo, delle loro creazioni e opere un mezzo di comunicazione, un'espressione di sè, una manifestazione di arte e di bellezza che non manca nel nostro Paese. 
Sono tre riviste, che come potrete vedere dalle copertine, si occupano di Models, Stylist e Creative.
Vain si presenta così: grafica pulita, elegante, da poter sfogliare sia in italiano che in inglese e con tanto spazio per parlare di tutte quelle figure professionali che con il loro lavoro possono fare la differenza, che si distinguono per carattere e talento. Inoltre la rivista può dare qualche spunto di riflessione e anche consigli sui mestieri nell'ambito della moda e dell'arte che ad oggi sono il sogno di tanti giovani che non sanno quale direzione prendere in una realtà di per sè molto difficile.

Vain MODELS

Con un'impronta decisamente fashion, la rivista permette anche ai non addetti ai lavori di farsi un'idea precisa del lavoro che sta dietro a quello che si vede in passerella, un'occhio attraverso il backstage che va dalla preparazione dei modelli per una sfilata o un servizio fotografico, alle interviste agli stilisti, sempre motivati a dare il meglio di sè e a comunicare attraverso le loro creazioni. Ma anche una linea guida, per quello che può essere l'approccio al modeling, dal lavoro in agenzia al modello free-lance. 
Il linguaggio è chiaro e trasversale, per permettere di toccare tutti i punti salienti del lavoro di modelli, make-up artist, fotografi e artisti che fanno della moda il loro motore primario.
Vain crede nei talenti emergenti: persone giovani, motivate, con molta passione per ciò che fanno, tanto da seguire il loro sogno sempre, anche se questo può andare controcorrente.
Come Interviewer per il magazine, ho avuto modo di entrare in contatto con dei modelli italiani, che lavorano sia in Italia che all'estero, e ci hanno raccontato le loro esperienze e le loro aspirazioni. Potete leggere sul numero di Vain Models le interviste che ho curato che sono a pag 25 e a pag 61.

Vain STYLIST

Mi è piaciuto molto avere la possibilità di conoscere persone così determinate e spinte da sana e autentica passione per il loro lavoro. I lavori creativi sono veramente interessanti e credo che siano da difendere come un vero patrimonio artistico e culturale. Cosa c'è di meglio che fare dell'arte il proprio mestiere? Sicuramente c'è ancora tanto da dire in questo settore, e la creatività andrebbe alimentata e promossa da più iniziative come questa. Vain vuole in questo modo entrare nel mondo della creatività, per raccontarla e viverla da vicino, dimostrando così che è ancora possibile credere nei propri sogni e che c'è sempre più bisogno di inventiva e coraggio di credere in se stessi. Nell'ambito della creatività e dell'arte abbiamo avuto l'occasione di parlare con giovani di talento, che con la loro personalità, il loro gusto estetico e la loro visione artistica sono riusciti a farsi strada in questo ambito. Potete leggere le mie interviste sul numero di Vain Creative qui e qui.

Vain CREATIVE

Sono curiosa di sapere le vostre opinioni a riguardo, se leggete il magazine scrivetemi pure cosa ne pensate, mi fa piacere avere il vostro feedback...oppure potete sempre venire a trovarci sulla pagina Facebook di VAIN per condividere la vostra passione per la moda e tutto ciò che gira intorno al mondo del fashion e dell'arte!!
A presto :-)

27 febbraio 2014

Un DIAVOLO per CAPPELLO...


Il cappello, un semplice accessorio dai mille gusti e attitudini. Un oggetto che per la sua fattezza, oltre ad essere utile per ripararsi dal sole e dal vento, incarna nella sua anima le diverse culture e usanze popolari. Un feticcio, che per alcuni personaggi rappresenta un segno di riconoscimento, una scelta di carattere è sicuramente un accessorio che rappresenta allo stesso tempo spirito di adattamento e vanità. Ha sempre avuto un ruolo da protagonista nel cinema, mostrandosi come un elemento di rappresentatività e mistero: con un cappello si può giocare a interpretare ruoli diversi, da quello del gangster alla signora un pò naif e complicata.





Molti cercano la felicità nello stesso modo in cui cercano il cappello: lo hanno sempre in testa.
 Nikolaus Lenau

Cappellaio Matto: Sono diventato matto? Alice: Temo di sì, sei assolutamente svitato. 

Il cappello o copricapo che sia, rappresenta da sempre, nelle sue svariate forme e colori, la storia del costume e dell'uomo. Insomma non si può non amare il cappello, che sia quello del mago a cilindro, da cui può sempre apparire un coniglio, oppure il cappello impolverato ma sempre perfetto di Indiana Jones, che lo accompagna nelle sue mitiche avventure.
Lo sanno bene anche gli inglesi, che in ogni occasione speciale, soprattutto ad Ascott sfoggiano copricapi dalle fattezze improbabili e sopra le righe...Chi avrebbe il coraggio di indossare tali esemplari?
Per portare un cappello non serve essere divi del cinema o lord inglesi, ma ci vuole decisamente molta personalità e coraggio. Inoltre occorre essere a conoscenza delle regole base di bon ton, per esempio che le donne possono portarlo anche nei luoghi chiusi, tranne al cinema e a teatro per ragioni di praticità. Mentre l'uomo dovrebbe togliersi il cappello quando è in presenza di una signora, o comunque accennare un saluto, proprio come si usava una volta!






Se anche voi amate il cappello, come oggetto di design, accessorio di moda ed eccentrico, a Firenze fino al 18 Maggio alla Galleria del Costume di Palazzo Pitti c'è una mostra proprio su: "Il Cappello tra arte e stravaganza", prima mostra monografica dedicata al cappello. La mostra raccoglie una collezione di più di mille esemplari, che vanno dalle firme più note come Christian Dior, Yves Saint Laurent, Prada, fino ad arrivare a esporre manufatti di alcune modisterie italiane e fiorentine meno conosciute, ma che realizzano vere opere d'arte.
E voi che cosa ne pensate del cappello? Lo indossate spesso? In quali occasioni?  Baciii


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