18 giugno 2012

LOVE & SECRETS - Recensione Film


Sono andata a vedere il film per lo più attratta dal cast, i due protagonisti infatti sono Kirsten Dunst e Ryan Gosling. La prima famosa per ruoli sempre molto ricercati oltre che per la sua bellezza algida e lo sguardo penetrante, è la bellissima Mary Jane amata da Spiderman, è stata scelta da Sofia Coppola nel suo primo film "Il giardino delle vergini suicide" e nel film biografico "Marie Antoinette", e ancora appare nel film di Lars Von Trier "Melancholia".
Ryan Gosling invece è forse meno conosciuto, ma negli ultimi film che ho visto in cui recita (Il caso Thomas Crawford, Le idi di marzo, Drive) mi hanno sempre lasciato un senso di sconfinamento, come se veramente riuscisse con la sua carica emotiva e il suo apparente distacco ad uscire dallo schermo per includerci nella storia. Certo c'è poi da dire che anche l'aspetto fa la sua parte, e il ragazzo è promosso a pieni voti.



Il film si basa su dei fatti realmente accaduti dagli anni '80, sulla storia della facoltosa famiglia Marks di New York, che si trova coinvolta in diversi fatti di cronaca, in seguito alla sparizione della moglie dell'erede di famiglia, il primogenito (Gosling).
Secondo la ricostruzione che il regista Andrew Jarecki mette in atto durante il film, i fatti non sarebbero andati in quel modo, ma si nasconderebbe dietro una verità molto più scomoda, che purtroppo nella realtà per mancanza di prove non trova posto.

David Marks, giovane figlio di papà che in principio decide di non occuparsi degli affari di famiglia, vuole essere libero di condurre la vita che desidera.
Conosce per caso Kathy (Dunst), semplice ragazza che viene dalla provincia e i due si innamorano. Non passa molto tempo che decidono di aprire un negozio di alimenti naturali in Vermont, e di sposarsi, sembrano felici.
Ma subito dopo l'arroganza e la determinazione del capofamiglia (Langella) convincono David a trasferirsi di nuovo in città e a cominciare a lavorare per l'attività di famiglia.
Dopo aver scoperto di essere incinta, Kathy abortisce, proprio per richiesta di David, che non vuole figli e non sembra avere più interesse per la moglie fin troppo perfetta.
Kathy scopre che da piccolo David ha subito la perdita della madre, morta suicida lanciandosi dal tetto della loro casa.
Da questo momento si accorge di non conoscere per niente la persona che ama e la loro storia si fa sempre più cupa, si allontanano e vivono vite quasi separate.
Il rifiuto da un parte e la malattia mentale dall'altra entrano in collisione e in una notte di pioggia Kathy scompare.
Da qui il personaggio di David si trasforma anche nelle sembianze, prendendo l'aspetto di una donna, per mascherare la propria identità (rimando diretto a "Psyco" di Hitchcock) per continuare la sua vita nascondendo un passato che continua a tornare.
Si susseguono altri due omicidi, uno dell'amica d'infanzia che viene uccisa perchè forse conosceva la verità e l'altro di un vicino di casa divenuto troppo ingombrante.
I risvolti sulla famiglia e sulla loro illusoria integrità, sulla volontà di mantenere tutto segreto nonostante la grave alienazione del figlio sono l'aspetto più interessante e che ho preferito. Ma pensare che si debba arrivare ad un film per raccontarlo mi lascia perplessa, così come pensare che questa sia la rappresentazione della verità camuffata da pellicola pseudo-amatoriale.

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